Il mio primo blog, dedicato a te che mi hai aiutato a raccogliere i fiori per il nostro piccolo giardino nei posti più diversi, ripiantarli e condividere la gioia di vederli rifiorire!

Articoli con tag ‘Fiori gialli’

L’erba di S. Giovanni – 24 giugno

Iperico Iperico (2)

Dedicata al mio mago con due MM maiuscole.

Il 24 giugno è la festa di San Giovanni. In questa giornata da tradizione si raccolgono delle erbe come l’iperico, conosciuto anche come erba di San Giovanni. Tra il 23 e il 24 giugno si celebra la notte delle streghe.

I falò che ancora oggi in alcune località si accendono durante la notte di San Giovanni sono legati per tradizione a quella che una volta era la notte delle streghe, un’occasione che pochi giorni dopo il solstizio d’estate prolungava i riti legati alla rinascita, al arrivo della bella stagione, al raccolto, alla terra e alla fertilità.

La più potente delle erbe scaccia-diavoli era l’erba di san Giovanni che si pensava avesse anche dei poteri divinatori. Tale erba, usata ancora oggi in erboristeria, altro non è che l’Hypericum perforatum, una pianta perenne alta dai 30 agli 80 cm, con fusto ramificato nella parte superiore dove si raccolgono, a mazzetti, i fiori gialli che fioriscono in primavera-estate.

Con la cristianizzazione, si diffuse la leggenda che l’iperico fosse nato dal sangue di san Giovanni e che il diavolo volesse distruggerla trafiggendola, ma l’unico risultato ottenuto era stato quello di perforarle le foglie.

Schiacciando le foglie se ne ricava un pigmento rosso-bluastro che è il principio attivo dell’iperico e ha un odore pungente simile a quello dell’incenso. Come incenso l’iperico veiperico (3)niva anche bruciato, dando così origine alla convinzione popolare che servisse a scacciare i diavoli; da qui il suo antico nome “Fugademonum”.

Si bevevano anche pozioni di tale erba per cacciare i diavoli dal corpo. Oggi sappiamo che in tutto questo c’è una fondamento scientifico in quanto l’ipericina (il principio attivo dell’iperico) in effetti allontana i cattivi pensieri grazie alle sue virtù terapeutiche contro la depressione per la quale oggi è usata in tutto il mondo.

L’iperico pare abbia delle proprietà antitumorali: sono, infatti, diversi gli studi in merito circa diversi tipi di cancro.

La notte di san Giovanni è anche collegata al noce e ai suoi frutti che in molte zone d’Italia si usa tuttora raccogliere in questa notte, ancora acerbi, per preparare il nocino, liquore ritenuto possedere virtù magiche.

Io l’ho fatto molte volte e anche passato le noci fresche a persone amiche con la ricetta e pochi giorni fa per saluto anche la torta al nocino ai miei amici.

Quand’ero piccola a casa mia il giorno prima si usava legare sul tronco del noce due fasci di frumento per preservarlo da malattie e poi la sera si posava vicino a un rigagnolo di acqua un bicchiere con un bianco d’uovo e con la rugiada e la luna l’indomani lo trovavamo trasformato in una bellissima barchetta con la vela. Ho provato anche ieri, ma è riuscito a metà.

Rifarò anche quest’anno il nocino con quelle appena lasciatemi sulle scale da chi le ha raccolte per me dal suo noce in compagnia perché ha letto sulla rivista “F.I.” che bisogna prenderle in due! Grazie S.

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Girasole

L’ultimo blog l’avevo chiamato Sole, ora vi parlo dei girasoli.

Poco distante da casa mia c’era un campo bellissimo di girasoli, volevo fotografarlo, mgirasoli-AcquarioAzzurro©a il mezzo che mi trasportava era sempre troppo veloce per farlo. Ho chiesto ad una persona di rallentare, ma poi mi ha fatto un regalo.

girasoli-AcquarioAzzurro©

girasoli al volo-©

In antichità i girasoli erano i fiori che rappresentavano proprio il Dio Sole presso le popolazioni indigene. Impossibile infatti non pensare al sole con i suoi petali gialli!

Su Wikipedia leggo che il nome deriva da due parole -sole- e fiore- in riferimento alla sua tendenza di girarsi sempre col capolino verso il sole, comportamento noto come eliotropismo.
Anche il nome comune italiano (Girasole) deriva dalla rotazione in direzione del sole. Il termine “girasole” è anche usato per indicare le altre piante appartenenti al genere “Helianthus“, molte delle quali sono perenni.

La maggior parte dei capolini presenti in un campo di girasoli fioriti punta ad est, dove il Sole sorge. Boccioli di girasole non ancora maturi mostrano già questo eliotropismo; in giornate soleggiate seguono il percorso del sole nel cielo da est ad ovest, mentre di notte e al crepuscolo tornano ad orientarsi verso est. Il stelo si irrigidisce alla fine dello stadio di maturazione e quando il girasole fiorisce lo stelo si blocca in direzione est. Per questo motivo i girasoli fioriti non sono più eliotropici, anche se la maggior parte dei fiori punta nella direzione in cui sorge il sole.

L’infiorescenza del fiore selvatico visibile ad esempio ai bordi delle strade non si volge al sole, bensì in una direzione qualsiasi ma le foglie continuano a mostrare un certo eliotropismo.

Era il fiore preferito di Vincent Van Gogh, che lo immortalò in alcuni splendidi dipinti nel 1888.girasoli di Van Gogh

Per crescere bene, il girasole necessita di molto sole. Cresce meglio in terreni fertili, umidi, ben irrigati. I semi dovrebbero essere interrati ad una interfile di 45 cm con una densità di circa 8-9 piante per metro quadrato e a 2,5 cm di profondità. Sopporta molto meglio di altre specie, a ciclo primaverile/estivo, limitate carenze idriche.

Da coloro che non intendono coltivarlo, il girasole è considerato una pianta infestante: le varietà selvatiche crescono indesiderate nei campi di mais,soia e fagioli e possono avere effetti negativi sul raccolto.

I semi di girasole vengono consumati decorticati e tostati, spesso salati come snack, specialmente in Cina, Stati Uniti ed Europa. Possono essere utilizzati per insalate o se ne può estrarre un olio che io uso per friggere. Tutt’oggi sono disponibili varietà ad alto tenore di acido oleico che non si discostano troppo dalla composizione dell’olio di oliva.

Compro anche un buonissimo pane con i semi di girasole e ve lo consiglio.

I semi sono impiegati inoltre come mangime per uccelli e roditori. Se ne può estrarre anche olio per motori, usato per produrre biodiesel, più economico di altri carburanti. I residui della spremitura sono impiegati come mangime per il bestiame. I girasoli producono del lattice, oggetto di esperimenti volti a utilizzarli come fonti alternative di gomma ipoallergenica.

Nella mitologia greca si racconta come una ninfa di nome Clizia si fosse innamorata del dio del sole Apollo e non facesse altro che guardare il suo carro volare nel cielo. Nove giorni dopo venne però trasformata in un girasole.

Proprio questa settimana ho conosciuto una bella ragazza con questo nome particolare e mi sono complimentata con lei, mi era piaciuto il suo nome anche prima di sapere della mitologia.

l mio vicino li coltiva ogni anno per i suoi nipoti e sono alti più di 3 metri. girasoli di C.C.-AcquarioAzzurro©

girasole- AcquarioAzzurro©

fiore di girasole-AcquarioAzzurro©

girasoli verso il sole-AcquarioAzzurro©

girasoli di M.-AcquarioAzzurro©

girasoli di M.-AcquarioAzzurro©

Il girasole infine è il fiore perfetto da regalare a chi si vuole augurare una guarigione o a cui si vuole regalare un po’ di positività: regalare un girasole sarà come donare un raggio di sole!

Colza

La colza è una pianta dal fiore giallo ed è conosciuta anche come brassica.

Colza-AcquarioAzzurro©

Colza©

Quest’anno nel mio paese e dintorni è molto coltivata e rincasando ammiravo sempre quella immensità di chiazze gialle. Ho chiesto alla persona che mi accompagnava di fare una fotografia perchè era molto più alto di me ed aveva una visione migliore. L’ha fatta, ma mi ha detto che vuole i diritti d’autore per cui vi dico che la foto è “by UL”.

Ho scelto questa fra le altre, perchè in essa, c’è qualcosa che per me ha un significato particolare ed importante.

Viene coltivata per raccogliere l’olio vegetale e come foraggio.

Fino ad ora la chiamavo al femminile invece ho saputo che è anche articolata come il colza, ma io continuo così.

La colza è una coltura da rinnovo, per il grano e per le colture in rotazione.

L’olio di colza è ricavato dai semi della pianta e viene miscelato ad altri per l’uso perchè da solo non ha un buon sapore e odore.

Con lui si produce anche un biodiesel usato come combustibile.

Ciclo vitale della colza o brassica

Ciclo vitale della colza o brassica

E’ una pianta annuale o biennale, con fusto eretto che varia da mezzo metro ad 1,5 metri di altezza. E’ molto ramificato ed i fiori sono riuniti in gruppi e formano un grappolo alla sommità del fusto; presentano 4 sepali e 4 petali disposti a croce di colore giallo.

L’ovario è bicarpellare; il frutto è una siliqua contenente 20-30 semi, più o meno deiscente a maturità; si formano per autofecondazione o attraverso fecondazione incrociata. I semi sono piccoli e tondeggianti, da rosso-bruni a neri. La colza ha una fase di fioritura da tre a quattro settimane e la maturazione è distribuita nel tempo fino a quando i primi bacelli iniziano a spaccarsi e quelli più tardivi stanno finendo la maturazione.

La raccolta viene effettuata tramite trebbiatura.

La scelta della varietà rappresenta la decisione primaria nella coltivazione della colza.
La data di semina e la densità di semina sono inoltre fattori fondamentali per la coltura.

Mentre la semina ha un periodo utile di 4 settimane, la raccolta ha un periodo molto più stretto.

Colza-AcquarioAzzurro©

Colza©

In generale la differenza di maturazione tra una varietà precoce e una tardiva è, approssimativamente, di una settimana.

In grandi aziende è meglio seminare varietà a diversa maturazione per organizzare meglio le operazioni di trebbiatura.

E’ compito del coltivatore scegliere tra le varietà più adatte alla sua zona e adattare ad esse le migliori tecniche per ottenere le giuste soddisfazioni.

Maggiociondolo

maggiociondolo

Il maggiociondolo (Laburbum Anagyroides) è una pianta che non può passare inosservata per i suoi felicissimi fiori gialli che formano appunto ciondoli lunghi 20-30 cm e oltre. Cresce soprattutto sulle montagne del nord Italia dove sale fino a 2000 m. Si associa bene con il castagno, la quercia e il faggio. Le sue radici estese aiutano particolarmente il consolidamenteo del terreno (rive e scarpate). E’ una pianta velenosa, dal momento che i suoi tessuti sono ricchi di citisina. Come dice anche il nome, normalmente fiorisce in maggio. Nel mio giardino, quest’anno era già fiorito il 14 aprile. Colpa della primavera più calda degli ultimi 200 anni? Dopo queste considerazioni scientifiche, lasciamo però parlare uno che di legno se ne intende, dal momento che lo sente e lo scolpisce e scrive nel libro “Le voci del bosco”: «Il maggiociondolo, utilizzato per fare le spine delle botti e i pali della vigna, è diventato, assieme al rovere, con i secoli una concretezza e qui risiede la nobiltà del maggiociondolo. E’ come l’amico fedele che rimane nell’ombra ma è pronto a intervenire in caso di bisogno. Di lui ti puoi fidare. Disponibile al sacrificio, è un legno speciale anche per la stufa, e produce un fuoco gagliardo, di un bianco incandescente che riscalda l’anima prima ancora del corpo. E’ generoso, e quando stai scivolando non si comporta come la muga traditrice, ma ti sostiene e ti incoraggia. Non ha bisogno di affetti né li vuole. Non dipende da nessuno e affronta la vita schivo e riservato. Non disprezza l’amore ma neppure lo cerca. (…) Confesso che voglio bene al maggiociondolo e mi sono affezionato, anche perché è un albero che sa invecchiare senza il patetico bisogno dei cosmetici antirughe. E’ sciocco cercare di mascherare il cammino degli anni. L’incedere del tempo cambia il colore alla pelle del maggiociondolo e la abbrutisce, ma lui non se ne rammarica. Al termine della vita, il maggiociondolo, senza urlare, ma in dignitoso silenzio, come l’ulivo, entra nel buio della terra e scompare.»