Il mio primo blog, dedicato a te che mi hai aiutato a raccogliere i fiori per il nostro piccolo giardino nei posti più diversi, ripiantarli e condividere la gioia di vederli rifiorire!

Archivio per la categoria ‘Alberi da frutto’

Minimelo

melo_mio3-AcquarioAzzurro©

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Da un pò d’anni nel mio piccolo giardino, cresce un minimelo che mi è stato regalato. Quest’anno ha fatto tanti frutti, un po’ piccoli perchè devo dare ragione al mio vicino che mi diceva di diradare qualcuna in modo che crescessero quelle rimaste. E’ colpa mia che non ho avuto il coraggio di buttarle via, ma anche se sono un po’ piccole, sono molto gustose e saporite e con loro per adesso ho fatto delle squisite torte e strudel di mele e forse domani proverò a fare la marmellata consigliatami. A presto…..

mele_mie2-AcquarioAzzurro©

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Pino marittimo – Lui il re!

Pino_marittimo_Acquarioazzurro©

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L’avevamo piantato più di 30 anni fa’ sperando che facesse un po’ d’ombra nel nostro piccolo giardino.

Non era più alto di 3 metri e abbiamo legato due corde ai suoi rami e una tavola di legno sotto per fare un’altalena ai nostri figli che si divertivano al dondolio e gridavano:”Più sù, più sù, spingimi più sù!” ridendo con noi.

Poi lui è cresciuto molto negli anni e aveva un ramo per traverso che tutti i vicini ci dicevano di tagliare.

Tu mi hai detto: “No, quello lì sono io, il braccio e tu sei quello dritto lassù, la mente!”

Ora è ancora lì,  più alto e orgoglioso di prima e continua a farmi arrabbiare con le cadute dei suoi aghi aculei che devo raccogliere.

Alcuni anni fa ha avuta la malattia della processionaria, ma dei bravi giardinieri lo hanno ripulito e ora continuo a raccogliere  i pinoli che mi lascia facendo cadere le sue pigne per fare delle squisite torte.

Pino_e_picchio_rosso_Acquarioazzurro©

Pino_e_picchio_rosso©

Quest’anno ha un nuovo ospite che spero resti ancora; lui è un bellissimo picchio rosso!

“Arancio Washington” – Citrus sinesis.

Arancio Washington” - Citrus sinesis. -Acquario azzurro©

Arancio Washington” – Citrus sinesis. -Acquario azzurro©

Alcuni giorni fa ho ricevuto in regalo una bella pianta di arancio e non so ancora come curarla.

L’etichetta porta il nome di “Arancio Washington” – Citrus sinesis.

Ho fatto alcune ricerche su Google ed ho visto che è una pianta di arancio dolce che preferisce i climi temperati e teme i freddi invernali e le gelate tardive. Predilige terreni sciolti, di medio impasto, profondi, ben drenati, il suolo ben areato. In queste condizioni la vegetazione risulta più lussureggiante e le produzioni sono abbondanti, con frutti più succosi, meno acidi, con buccia più sottile e pigmentata. Nei suoli pesanti e compatti sono più piccoli, meno zuccherini, con una buccia spessa.

L’arancio dolce è originario del Vietnam, dell’India e della Cina meridionale; è l’agrume più coltivato al mondo. I principali Paesi produttori di arance sono il Brasile, gli Stati Uniti, il Messico, l’India, l’Italia, la Cina e la Spagna; nel nostro Paese la coltivazione di arancio dolce è diffusa al meridione, prevalentemente nelle zone costiere di Calabria e Sicilia. In California ed Arizona gli impianti sono localizzati nell’entroterra, per cui è necessaria la protezione dalle gelate primaverili mediante il riscaldamento, pratica molto costosa da attuare soltanto su agrumeti industriali molto vasti.

Arancio_ombelicato- Acquario azzurro©L’arancia Washington Navel appartiene alle arance di tipo navel, caratterizzate dall’ombelico; proprio da questa sua particolarità le arance Navel vengono dette arance ombelicate, la loro buccia è molto sottile, sono prodotte principalmente nel territorio di Ribera; iniziano a germogliare nei primi di marzo per poi procedere con l’emissione dei boccioli fiorali nella prima metà di marzo.

La fioritura inizia nella seconda metà di marzo e finisce nei primi di maggio.

Il periodo di raccolta dell’arancio Washington va da dicembre a marzo.

Per ora lo tengo in vaso e mi sono preoccupata per come conservarla durante il prossimo inverno, ma mi è stato detto che basta solo un sacco di naylon spesso per coprirlo e un posto un po’ riparato. Speriamo bene!

Arancio 2014-AcquarioAzzurro©

Arancio 2014-©

Arancio 2014-AcquarioAzzurro©

Arancio 2014-©

Uva “Regina”

Ho ripensato per giorni a quel lungo spago penzolante dalle mie viti e a come non me ne fossi accorta prima che cadessero le foglie. Sono andata a cercare alcune foto fatte la sera del mio compleanno dai miei amici che ammiravano quei grossi grappoli aspettando di assaggiarli e guardandole l’ho notato nascosto dalle foglie e dall’uva, lì sotto a destra della fotografia.

Uva_Regina_Acquario azzurro©

Uva_Regina©

Uva_Regina©

Abbiamo piantato quasi 30 anni fa davanti al garage 4 piccole viti di uva da tavola sperando che facessero ombra nelle ore più calde alla macchina lasciata fuori.

Piano, piano sono cresciute fino a coprire tutto il pergolato costruito.

Due viti sono di uva bianca da tavola chiamata “Regina” come quella della foto, poi c’è una di “Regina nera” e una è di uva Americana detta anche “Fragola”.

Vi voglio parlare dell’uva Regina bianca che è un’uva da tavola proveniente da uno dei vitigni più antichi e diffusi, di origine orientale, si presenta con grappoli grandi e lunghi, formati da acini di forma ellittica giallo ambrati, la polpa è croccante e zuccherina, la buccia sottile, la polpa compatta e succulenta, pochi vinaccioli (semi), talora addirittura assenti. È tra i frutti più zuccherini per l’elevata presenza di fruttosio e glucosio, ed ha un effetto purificante e rigenerante grazie alle vitamine e ai sali minerali, soprattutto calcio e potassio, che possiede in abbondanza. Se mangiata a digiuno è una vera cura di bellezza, per pelle e capelli.

Ho un bravo vicino che mi cura le viti, potandole in maniera particolare in primavera e che arriva ogni tanto con il suo soffietto per darle i dovuti trattamenti per le malattie.

Oltre che mangiarla e dividerla felicemente con molte persone, con l’uva bianca ho fatto alcuni vasetti aggiungendo zucchero e brandy che regalerò agli amici e con il resto di quella americana una buonissima marmellata.

Quest’anno spero che ritornino a nidificare i miei ospiti, starò più attenta, rifarò le foto e vi parlerò delle altre qualità.

La leggenda dell’uva.

Moltissimi anni fa la vite non produceva grappoli d’uva. Era una pianta ornamentale, come tante altre. Al centro di un piccolo orto cresceva una bella vite, di rami e di foglie. Questa magnifica pianta riceveva in abbondanza la luce del sole e ne traeva un grande beneficio. I rami della vite si allungavano sempre di più sopra i seminati dell’orticello e li coprivano con la loro ombra. L’ ortolano si preoccupava: “Anche le piantine hanno bisogno di sole” diceva tra sé “è necessario che io poti la vite”. In un giorno grigio e nuvoloso, l’ortolano tagliò con energia i rami più lunghi della bella pianta ornamentale e tolse le foglie più grandi dagli altri rami.

La vite pianse e ne soffrì. Quando scese la sera, un usignolo si posò delicatamente sopra un ramo della vite e cominciò a cantare per confortarla. Il canto era così dolce, che la pianta provò una sensazione di benessere. Le sue lacrime si impregnarono di dolcezza e rimasero lì, sui rami, come piccole perle. La notte lentamente si dileguò. All’apparire del giorno, il sole avvolse la vita con i suoi rami tenui e tiepidi.

Allora, come per incanto, la pianta sentì scorrere in sé una linfa nuova. Le sue lacrime, belle come perle, cominciarono a trasformarsi in piccoli frutti: i primi chicchi d’uva. Un venticello scherzoso passò rapidamente tra i rami della vite e riunì i chicchi d’uva in grappoli, più o meno grandi. Il sole a poco a poco li maturò.

Pesco-noce o nettarina

Pesconoce nano

Oggi è nuovamente il giorno della festa della mamma e il regalo di quest’anno è una bella pianta di pesconoce nano in vaso.

Il pesco-noce produce frutti dalla buccia liscia e polpa giallo oro dal gusto eccellente. Ideale anche sul terrazzo, in un ampio vaso. Ama una posizione soleggiata. Raccolta dei frutti: agosto-settembre.

Ora mi viene da pensare: “è stato un regalo perchè qualcuno conosce le mie preferenze, o per condividere qualche bel morso?!”

Grazie!